3 Risposte a “Saper ascoltare è un’arte non facile da imparare e nasce dal silenzio”

  1. francesca de filippo dice: Rispondi

    Che bello e che coincidenza leggere questo tuo post che si apre con un pensiero di Simone Weil sull’ascolto, parole e letture che mi accompagnano e che tengo come guida, soprattutto in quei momenti in cui la fragilità o la sofferenza non trova parole io le trovo in lei.
    “Prima ancora di metterci in ascolto dobbiamo saper fare silenzio dentro di noi, far tacere le tante parole che giudicano, che stigmatizzano, che interpretano, che a tutti i costi vogliono trovare soluzioni veloci. Le parole che presumono di aver già capito senza prima aver affiancato, condiviso, amato. Solo da questo silenzio può nascere l’ascolto, un silenzio che è spazio, apertura all’altro. Un silenzio che ci permette di cogliere verità che altrimenti resterebbero celate per sempre. Solo allora capiremo che ascoltare non è porgere l’orecchio ma aprirci al mondo che ci circonda” Simon Weil
    Un mantra che mi ripetevo prima di mettermi in ascolto di me stessa nei miei primi e goffi tentati di ascoltare un cuore che sapevo solo dove si trovava e poi niente più.
    Le tue parole cara Emilia mi hanno fatto riflettere sulle possibilità dell’ascolto. Spesso crediamo che ascoltare abbia a che vedere con le parole le nostre e quelle dell’altro. Spesso le cose più importanti sono quelle che non posso essere dette con le parole spesso le parole arrivano dopo a spiegare un emozione ma prima c’è dell’altro che ha un alfabeto diverso e che va ascoltato in silenzio.
    Proprio qualche giorno fa ero seduta di fronte ad una bambina che diceva tante cose in modo confuso e spesso inventato, apparentemente senza un senso scrivendo su di un foglio lettere di un alfabeto a me sconosciuto. Era seduta in silenzio e con attenzione ascoltavo non sapendo cosa dire non dicevo. Ho pensato che non stavo capendo che non riuscivo a capire. Poi mi sono alzata e lei mi ha guardato “dove vai ascoltami ancora” ero stata attenta a lei in silenzio e questo le è bastato, nonostante io pensavo di dover fare di più o di non starle dando abbastanza in quel momento. ah che brutta cosa il giudizio 🙂
    Grazie cara Emilia per questo regalo che mi hai fatto. Leggendoti e scrivendo mi hai fatto riflettere

    Francesca

  2. Paola Pizarro dice: Rispondi

    In questo mondo di caos e di voci che si sovrappongono, il silenzio diventa una necessità.
    Quel silenzio che ci permette di riposare ad occhi chiusi dopo una giornata faticosa; in quel silenzio ci siamo solo noi e basta.
    Oppure quel silenzio che porta una grande pace e ci permette di entrare in contatto con la natura o con le persone care che ci circondano, un ascolto non di parole ma di emozioni, di sensazioni che ti portano a sognare ad occhi aperti!

    Silenzio e ascolto dovrebbero camminare insieme in quanto necessarie una con l’altra. Ascolto e Silenzio non si oppongono tra di loro, anzi si complementano a vicenda. Due ingredienti fondamentali per una comunicazione di qualità.
    Paola

  3. francesca murciano dice: Rispondi

    Un post molto interessante, che ci interroga e ci mette di fronte al grande tema della relazione, quella interpersonale, quella tra un Noi e gli Altri, e – perchè no – quella con noi stessi. Ed ecco la prima cosa che mi viene in mente, è che in una discussione, in una conversazione, in una forma dialogica qualunque essenziale è il momento del silenzio e dell’ascolto: senza silenzio, un dialogo sarebbe un monologo, e se tutti parlassero nello stesso momento, nulla sarebbe comprensibile. Se l’essenza dell’uomo è apertura, il momento dell’ascolto ne è la necessaria premessa. Come ha scritto Kahlil Gibran, “il silenzio dell’uomo si accosta alla verità più della sua parola”
    Francesca

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