Caro bambino, ti racconto una storia… Con Liliana Altobelli

Il palazzo di gelato

Una volta, a Bologna, fecero un palazzo di gelato

proprio sulla Piazza Maggiore, e i bambini venivano di

lontano a dargli una leccatina.

Il tetto era di panna montata, il fumo dei comignoli di

zucchero filato, i comignoli di frutta candita. Tutto il resto

era di gelato: le porte di gelato, i muri di gelato, i mobili

di gelato.

Un bambino piccolissimo si era attaccato a un tavolo e

gli leccò le zampe una per una, fin che il tavolo gli crollò

addosso con tutti i piatti, e i piatti erano di gelato al

cioccolato, il più buono.

Una guardia del Comune, a un certo punto, si accorse

che una finestra si scioglieva. I vetri erano di gelato alla

fragola, e si squagliavano in rivoletti rosa.

– Presto, – gridò la guardia, – più presto ancora!

E giù tutti a leccare più presto, per non lasciar andare

perduta una sola goccia di quel capolavoro.

– Una poltrona! – implorava una vecchiettina, che non

riusciva a farsi largo tra la folla, – una poltrona per una

povera vecchia. Chi me la porta? Coi braccioli, se è

possibile.

Un generoso pompiere corse a prenderle una poltrona

di gelato alla crema e pistacchio, e la povera vecchietta,

tutta beata, cominciò a leccarla proprio dai braccioli.

Fu un gran giorno, quello, e per ordine dei dottori

nessuno ebbe il mal di pancia.

Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro

gelato, i genitori sospirano: – Eh già, per te ce ne vorrebbe

un palazzo intero, come quello di Bologna.

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