BIOGRAFIA
(nata Savona il 13/2/1943)
Si iscrive all’Università degli Studi di Torino giovanissima, alla facoltà di medicina, affascinata dalla cardiochirurgia (allieva interna di anatomia del prof. G.C. Dogliotti)
Su proposta di un’amica medico-psicologa, Delia Luzzati, prova a fare esperienza dell’intervento con i bambini e su suo consiglio contatta la dott.ssa Balconi, primario di neuropsichiatria infantile presso l’ospedale di Novara – per approfondire le sue conoscenze sull’’infanzia – che le propone come studente-medico, di affiancarla nelle visite neurologiche dei bambini ospiti del Centro psicomedico-pegagogico di Novara per imparare a stilare osservazioni su bambini e cartelle cliniche.
Per la sua preparazione sul campo la Balconi le dà la possibilità di imparare da suo vice collaboratore, il dottor Giancarlo Grasso, e dagli altri validissimi colleghi dell’équipe del reparto.
Erano anni in cui, dopo l’intenso lavoro scientifico cha aveva portato la Balconi a teorizzare i fondamenti di una nuova diagnostica neuropsichiatrica infantile (“Diagnosi di struttura in neuropsichiatra infantile”), nel suo servizio si continuava a raccogliere e studiare materiali per validare quelle sue intuizioni e scoperte. E proprio tali studi hanno richiesto l’approfondimento di strumenti diagnostici legati al disegno e all’immagine che rivelano un primo interesse per la pittura.
E tutto questo lavoro scientifico era accompagnato dall’ approfondimento di teorie diverse, dagli studi di psicoanalisi infantile (S. Freud, M. Klein, A. Freud), attività che consentivano gradualmente di focalizzare e migliorare gli interventi riabilitativi. E sono gli anni 70 quando ci si occupava di scoprire i meccanismi delle psicosi e dell’autismo con seminari organizzati a Novara con insigni esperti del settore quali Ester Bick, Donald Meltzer, Martha Harris, per la prima volta in Italia.
Questa formazione tornò utile quando nei 1972 la dott.ssa De Leo si trovò ad organizzare il primo servizio ospedaliero di neuropsichiatria infantile presso l’ospedale Mauriziano di Torino, inaugurato dalla dott.ssa Balconi e dal dottor Giovanni Bollea.
Intanto continuava la sua collaborazione a Novara per la discussione e la supervisione dei casi più complessi e Balconi le propose di tentare di modificare la pedagogia dell’allora scuola medico pedagogica, affascinata dalle sue esperienze nel movimento di cooperazione educativa (MCE) per introdurre nel curricolo didattico le nuove metodologie della pedagogia attiva.(e qui possiamo cogliere un altro elemento di fascinazione al disegno e alla pittura legato all’approfondimento delle attività espressive come strumento di comunicazione/espressione a scuola e a favore degli alunni con problemi)
Questo interesse per il disegno era intanto promosso dal testo seguito con passione da tutti i collaborati di Balconi che si tradusse nel libro scritto da Balconi con la dott.ssa De Carlo Giannini: “Il disegno e la psicoanalisi infantile”.
Questa esperienza pedagogica fu particolarmente utile quando in veste di tecnico del Comune di Torino siglò il primo accordo con il Provveditorato agli Studi sull’inserimento di alunni disabili nelle scuole e firmò la proposta di legge a livello nazionale per l’integrazione scolastica sociale dei bambini con handicap, poi divenuta legge 104/192.
Per inciso è stata molto presente con Balconi quando per le pratiche artistiche con i bambini si introdusse nell’istituto di Novara la tecnica espressiva di ARNO Stern.
Con Balconi continuarono anche le lotte iniziate nel 1968 di sostegno a Basaglia, Jervis, per una psichiatria di territorio situata in un macrosistema – quello sanitario (dei servizi) e sociale/istituzionale (degli enti locali) – di intervento preventivo o di cura per chiunque ne avesse necessità.
E per sostenere tutte queste istanze, al termine del suo servizio al Mauriziano nel 1997, Balconi fu al suo fianco nella fondazione del “Centro Studi Transculturali ArsDiapason” per sviluppare tesi di ricerca e confronti internazionali sulle concezioni di salute e sui nodi critici della psicopatologia infantile e sull’uscita della conseguente rivista scientifica.
L’attività di Germana De Leo è poi proseguita negli anni come formatrice degli operatori che a vario livello si sono occupati di servizi riabilitativi e psicopedagogici per l’infanzia., per la supervisione dell’intervento di psicologi e neuropsichiatri, per il confronto sulla professionalità degli operatori addetti alla salute in ambito europeo, nell’ambulatorio multidisciplinare organizzato presso la sede ARSDiapason di Torino e nella sua professione di psicoterapeuta.
DISEGNO E PITTURA
Da sempre G. De Leo si è occupata nei suoi studi di arte (valore comunicativo ed espressivo dei linguaggi non verbali, arteterapia), si è interessata di arte (e di artisti) in tutte le sue forme, e nelle sue case è sempre stato presente un angolo per la pittura, attività per la quale ha sempre avuto un a grande passione.
La presente mostra è dedicata in modo specifico alla notevole produzione di disegni, spazi di immagine di diverse dimensioni su carte e fogli differenti e in particolare ai piccoli “testi” pittorici eseguiti durante e dopo le sedute con pazienti di tutte le età nel corso della terapia. Si tratta di piccole trame pittoriche di grande effetto coloristico, di tipo astratto, fantastico, quasi organico e materico che lei realizza durante il colloquio terapeutico e che potevano servire a sganciare la mente logica dal pensiero più fantastico e libero per entrare più facilmente in sintonia o empatia con il paziente.
La trama può seguire la parola del paziente, il suo discorso o al termine dell’intervento servire a sintetizzarne il contenuto elaborando man mano una storia pittorica dell’analisi… e gli strumenti possono essere diversi: gessetti, pastelli ad olio, pennelli a china.
Elvio
















