L’attenzione sociale (3)

di Germana De Leo

I dati epidemiologici raccolti in questi ultimi anni mettono in rilievo un riscontro sempre più crescente del disagio evolutivo nel bambino e nell’adolescente;

  • Un aumento delle patologie psichiatriche in età infanto-giovanile
  • Una riduzione degli indici di natalità.
  • È indubbio che sul piano etio-patogenetico questi fenomeni sono strettamente correlati alla capacità o meno dell’adulto genitore ad instaurare relazioni intrafamigliari positive.

Sempre più diventa palese la crescente insicurezza dei genitori: molti sono gli interrogativi, i dubbi, i problemi che oggi, forse più di ieri il genitore si pone di fronte al proprio ruolo e al compito di allevare, curare ed educare il proprio figlio.

Nonostante queste difficoltà difficilmente il genitore in difficoltà chiede aiuto. Questo spiega lo scarso esito degli interventi di prevenzione e di sostegno della famiglia: la famiglia permane, il più delle volte, chiusa nel proprio circuito di intimità, isolata e sola ad affrontare le problematiche che in sé si generano.

È su tali caratteristiche che servizi, istituzioni ed operatori devono confrontarsi per decifrare i messaggi di aiuto, per trovare metodi e modi più consoni a garantire un intervento ed un approccio ai problemi famigliari più efficace che non stigmatizzi le difficoltà, che non assistenzializzi e non privi la famiglia dell’orgoglio e delle sue capacità autonome di riequilibrio.

Per questo motivo Diapason auspica che le istituzioni educative e socio-sanitarie divengano luoghi dove sia possibile dare ascolto ai genitori, dove essi possano affrontare le problematiche e le perplessità relative alla cura e all’educazione dei figli, indipendentemente che siano o meno famiglie “a rischio” o già patologiche.

Dal suo canto l’Associazione si è impegnata in programmi prioritari di prevenzione sia per mantenere sempre attiva e aggiornata la ricerca su ciò che di nuovo l’esperienza educativa insegna sui processi di crescita dei bambini e degli adulti. Sia per sensibilizzare e diffondere la cultura dell’ascolto e dell’accoglienza, attraverso iniziative di formazione, ricercazione, affinché le scuole e i servizi diventino spazi d’incontro “informale” dove condividere, sdrammatizzare ed affrontare i problemi della quotidianità. Luoghi in cui sia praticata una cultura dell’educare che permetta al bambino di “sviluppare” non “l’obbedienza ma la volontà e la gratitudine, non la competizione ma la capacità di lavorare, non la tolleranza per la perdita, ma l’orgoglio dello sviluppo” (Meltzer).

La scuola e la famiglia, per poter coadiuvare ed attivare lo sviluppo dei bambini-adolescenti, dovrebbero diventare luoghi educativi dove “il piacere”, il “benessere”, la “soddisfazione” del bisogno, la gratificazione siano il punto di partenza per portare il bambino ad accettare la realtà, il dovere, le frustrazioni, la sofferenza, dell’oggi quanto del suo domani; luoghi istituzionali dove l’inserimento non sia adattamento all’assenza e al vuoto, ma un pieno di esperienze buone e gratificanti per affrontare i problemi, le difficoltà, il nuovo e lo sconosciuto.

È in questa prospettiva e linea teorico-metodologica che l’Associazione Centro Studi, dal 1992 ha promosso, in convenzione con Enti Pubblici, Direzioni Didattiche, Distretti, IRSAE, Provveditorato, progetti obiettivo, e corsi di formazione permanente per insegnanti e genitori (es. progetto Una Didattica per la Prevenzione”), quanto la messa a disposizione di servizi di consulenza orto-psico-pedagogica il Consultorio per l’Aiuto Educativo, per gli insegnanti, gli educatori, i riabilitatori.

Analogamente, sono aperti servizi di consulenza urgente e di accoglienza dedicati alla famiglia ed ai giovani sia attraverso il Consultorio per l’Aiuto alla Famiglia, al Bambino all’Adolescente che il Centro d’iniziativa CARD CLUB Cultura Solidarietà, quest’ultima struttura autogestita dal volontariato delle stesse famiglie (centro genitori) e dei giovani (Centro ARTI & MESTIERI).

Dal Libro Bianco di ArsDiapason: Una Storia appena incominciata ….. dieci anni di volontariato professionale

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