Le parole sono finestre (oppure muri). (Marshall B. Rosenberg)

di Paola Pizarro

La “parola”  è  un contenitore di significato, un seme che porta vita, speranza, un verbo che consiglia, che comunica un pensiero che ci consente di creare un varco nella realtà d’oggi; ma al tempo stesso la “parola” può creare muri quando  esprime un giudizio, una condanna, oppure un’offesa.

Questo muro purtroppo viene innalzato quando sentiamo il bisogno di svuotare la nostra mente; riversando tutto, proprio tutto sull’altro senza pensare o riflettere su cosa si sta dicendo….

Le parole non sono mai banali, non sono soltanto mere descrizioni o definizioni; LA PAROLA È UNA VOCE CHE QUANDO PARLA GENERA UNA REALTÀ.

“Morte e vita sono in potere della lingua”. È un proverbio forte ma è la realtà; dovremmo esseri consapevoli che ogni parola porta con sé il suo bagaglio  che una volta aperto diffonde emozioni e sentimenti, che possono ferire oppure edificare.

Le parole, prima di avere un significato, hanno un peso, un odore, un sapore, un suono e persino una risata tutta loro
(RickDuFer, Twitter)

Non dobbiamo perdere il desiderio di raccontare, di creare legami, di tramandare questa potenza racchiusa nella parola. Che miglior contributo, nell’era della comunicazione dei social network dove gli occhi sono sempre fissi su qualche schermo piuttosto che a guardare in faccia persone e realtà, se non quello di condividere un parlare propositivo per attivare eventi positivi?

Il mondo digitale ha influenzato grandemente il nostro modo di comunicare. Ha fatto irruzione nelle nostre case, nelle nostre vite. Si è insinuato pian piano fino a toglierci del tempo prezioso alla nostra famiglia, agli amici veri… bip bip…

E’ arrivato il tempo della riscossa:
Prendi il tuo “pennello” e ascolta la melodia
che proviene dal tuo racconto!

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