Fase 2 Coronavirus , considerazioni e domande

di Elvio Mattalia

In questi giorni di fase 2 che ci vedono uscire finalmente di casa in un continente urbano in cui non avevamo neanche più il piacere di avventurarci le poche volte che abbiamo provato (solo saracinesche abbassate, rari passanti per strada) tutti ci siamo chiesti come sarebbe stato il poi, se questo fermarci ci avrebbe consentito di elaborare migliori percorsi di vita (più attenti all’ambiente? più empatici e disponibili per gli altri? Più sensibili alle piccole gioie ci ogni giorno?)

E un interrogativo che mi sono posto perché non sempre gli uomini mi pare, siano rinati migliori dopo una disgrazia o un cataclisma

Penso possa essere almeno di aiuto, per non svicolare dai buoni propositi, guardare la nostra storia e come siamo diventati oggi per provare ad aprirci a un futuro migliore… E per farlo dobbiamo indagare sui sensi e sui significati che ora vorremmo scoprire e perseguire.

E allora mi ha fatto molto rifletter la poesia di Kostantinos Kavafis che parlandoci del viaggio di Ulisse verso la sua Itaca ci propone di indagare sulla nostra esistenza, sull’approdo alla nostra Itaca 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca 
devi augurarti che la strada sia lunga, 
fertile in avventure e in esperienze. 
I Lestrigoni e i Ciclopi 
o la furia di Nettuno non temere, 
non sarà questo il genere di incontri 
se il pensiero resta alto e un sentimento 
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. 
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, 
né nell’irato Nettuno incapperai 
se non li porti dentro 
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga. 
Che i mattini d’estate siano tanti 
quando nei porti – finalmente e con che gioia – 
toccherai terra tu per la prima volta: 
negli empori fenici indugia e acquista 
madreperle coralli ebano e ambre 
tutta merce fina, anche profumi 
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi, 
va in molte città egizie 
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca – 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio 
metta piede sull’isola, tu, ricco 
dei tesori accumulati per strada 
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo 
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

Quali i vostri pensieri e riflessioni?

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